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LOTTA INTEGRATA

From: nico
Subject: lotta integrata
Newsgroups: it.discussioni.agricoltura
Date: 2001-03-19 11:44:05 PST

sarei grato a chi mi possa aiutare a trovare notizie sulla lotta integrata.
grazie e tutti nico

Salve a tutti,
rispondo a "nuovaterra" contando sull'esperienza che ormai ho acquisito
negli ultimi quindici anni.
Mi occupo della gestione tecnica-agronomica dell'azienda di famiglia che
opera in Sicilia su una superficie complessiva di circa mille ettari di cui
70 in serra.
Occupandoci anche del condizionamento e successiva commercializzazione dei
nostri prodotti (patate, carote, pomodori, peperoni, zucchine, melanzane,
ecc..), abbiamo stretto dei rapporti con la GDO e messo a punto dei
disciplinari di difesa che si rifanno ai canoni della lotta integrata.
Il nostro obbiettivo era quello di ottenere delle produzioni più "pulite" e
quindi che il residuo massimo ammesso fosse il 70% più basso di quello
imposto dalla legge.
Oggi tutte le nostre coltivazioni sono condotte tutte con questo metodo e il
risultato prefissato è stato raggiunto e con nostra sorpresa, siamo riusciti
ad ottenere un residuo zero nel 97% dei casi. Ovviamente le analisi
gascromatografiche sono state eseguite presso laboratori accreditati SINAL.
In sostanza, nei nostri disciplinari che comunque si rifanno alla L.2078,
abbiamo, prima di inserirli, valutato tutti i principi attivi ammessi sulle
colture e scelto quelli che a parità di azione avessero un classe
tossicologica più bassa, un minor impatto ambientale, una selettività
elevata nei confronti degli ausiliari e soprattutto dei tempi di carenza
bassi. Ovviamente preferendo i principi attivi più nuovi o comunque di
concezione più moderna.

Quindi non mi trovo assolutamente d'accordo con quanto dice "nuovaterra",
perché, anche nella nostra azienda, abbiamo convertito circa 20 ettari a
biologico, una specie di "test" e alla luce dei risultati ottenuti, non mi
sento di proseguire per questa strada, almeno per le specie coltivate nella
nostra azienda.
Qualcuno dovrebbe spiegarmi come è possibile riuscire ad ottenere delle
produzioni in modo biologico nelle nostre serre, dove l'umidità relativa
varia dal 40% del giorno al 100% della notte, dove la temperatura notturna è
prossima allo zero e quella diurna sfiora i 50°. Per non parlare poi della
lotta agli entomo-parassiti: quando ci sono le condizioni favorevoli allo
sviluppo degli acari, non sono favorevoli allo sviluppo dei fitoseidi,
quando i tripidi sono al massimo della loro attività l'orius va in diapausa,
quando l'encarsia inizia a parassitizzare la bemisia, il virus
dell'accartocciamento fogliare giallo e già distribuito su tutta la coltura.
Questi sono solo alcuni esempi sulle difficoltà che i metodi biologici
incontrano se applicati sulle ortive nel clima mediterraneo. Quindi lascio
l'agricoltura biologica a chi coltiva specie che ben si prestano alla sua
applicazione ed agli "ecofurbi".

Non voglio parlare del biotec, dico soltanto che sono d'accordo con le nuove
tecnologie, ma fino a quando ci sarà della gente ignorante a parlarne si
farà solo confusione. Agricolo